South Bronx – Dove nacque l’Hiphop

Oggi parliamo del Bronx, del South Bronx, New York City, degli anni ’70 e ’80, gli anni in cui nacque l’Hiphop, la cultura urbana per eccellenza. Con l’occasione vi abbiamo postato pure un video da Youtube, con una compliation di immagini di quel periodo, con graffiti, palazzi e persone. Come potete vedere pure dalle immagini, il South Bronx sembrava una zona di guerra, con palazzi bruciati, abbandonati, semi distrutti e in parte abitati. In quel periodo era territorio in mano alle gang che oggi non esistono più come i “Black Spades” e i “Savage Nomads”, infatti andare da quelle parti, nel periodo in cui a New York c’erano pure 3 / 4 omicidi al giorno, poteva voler dire essere rapinato, aggredito o ucciso nel caso peggiore, visto che la polizia preferiva stare lontano da una zona cosi povera e pericolosa. Durante gli anni ’70 e ’80 c’era un comando di polizia nel South Bronx, sopranominato “Fort Apache”, per indicare che si trovava in mezzo a un territorio nemico, tra l’altro hanno girato pure un film dedicato proprio a questo stazione di polizia.

Ma nonostante la criminalità, la droga, la violenza e le pochissime vie d’uscita per le persone che ci vivevano, durante gli anni ’70 nacque l’Hiphop a New York City, non solo ma sopratutto li. Il South Bronx è stato fondamentale per quello che conosciamo oggi come il Rap, i graffiti, la breakdance e il Djing. Con pochissimi mezzi si iniziò a creare. Prima con i pennerelli e successivamente con le bombolette rubate, i ragazzi iniziarono a colorare il loro quartiere grigio, rendendolo più vivo e vivibile. Ancora oggi, anche se il quartiere è migliorato, le strade e i palazzi sono pieni di graffiti.
La leggenda DJ Kool Herc, dalla Jamacia trasferitosi nel South Bronx, inizio a mettere dischi, due dischi uguali selezionando solo la parte più ballabile con il mixer, dando origine a quello che sarà la musica Rap, infatti è chiamato “The father of Hiphop”. Poco dopo Afrika Bambaataa, un capo dei Black Spades, rapper e DJ, diede vita al termine “Hip hop”, unendo graffiti, MCing, DJing e la breakdance sotto un unico nome, per creare un movimento urbano unito e positivo. Pure la breakdance nacque in quell’area come modo per trasformare l’energia in qualcosa di positivo ed affrontare il “nemico” ballando e in modo pacifico.

Oggi giorno consiglio a tutti di andare a New York ovviamente, e se uno mostrasse interesse e la cautela necessaria, pure di fare un salto al Bronx e South Bronx, un luogo ancora adesso difficile ma comunque la mecca dell’Hiphop. Con la fantasia e la creatività, quasi 40 anni fa dei ragazzi hanno creato una cultura che si è diffusa in tutto il mondo e che è diventata una speranza per i giovani.
Da molti dimenticate, sopratutto nel mondo del Rap, le origini sono da tenere sempre a mente per sapere da dove veniamo e capire dove andremo.

Hiphop don’t stop…

santoblanco.com

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